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.it o .com: quale dominio scegliere

Quando apri un sito, arriva sempre quel momento: devi scegliere il dominio. E lì ti blocchi. .it o .com? Sembra una scelta piccola, ma in realtà conta più di quanto pensi, perché è l'indirizzo con cui i clienti ti troveranno per anni.

La buona notizia è che non è una decisione complicata, se guardi le cose giuste. Vediamo insieme come orientarti, con esempi concreti e senza fronzoli.

Chi sono i tuoi clienti, prima di tutto

La domanda numero uno non è "cosa fa più figo", ma "chi deve trovarmi". Se lavori con un pubblico italiano — una pizzeria a Bologna, uno studio dentistico a Torino, un negozio di infissi a Bari — il .it comunica subito radicamento locale. Chi ti cerca da telefono, magari mentre cammina in centro, si aspetta un indirizzo italiano.

Se invece vendi online in più paesi, lavori con clienti stranieri, o punti a un pubblico internazionale (penso a un e-commerce di design o a un servizio di consulenza da remoto), il .com è più naturale. È l'estensione che tutti nel mondo riconoscono e digitano per abitudine.

La percezione conta più di quanto pensi

Un dominio .it per un'attività di quartiere trasmette fiducia immediata: dice "sono qui, vicino a te, italiano come te". Molti clienti italiani, soprattuto quelli meno abituati a navigare online, si fidano di più di un sito che finisce in .it perché lo associano a un'attività reale, non a qualcosa di anonimo o lontano.

Il .com invece ha un effetto diverso: sembra più "internazionale", più da marchio consolidato. Va benissimo se il tuo obiettivo è dare un'immagine ampia, magari perché vuoi crescere fuori dai confini italiani in futuro. Ma se sei un artigiano, un ristorante, un professionista che lavora soprattutto con la sua città o regione, il .com può risultare leggermente più distante.

Disponibilità e costo: la realtà pratica

Spesso la scelta si scontra con un problema banale: il nome che vuoi è già preso. I domini .com, essendo i più richiesti al mondo, sono spesso occupati da anni, anche da siti abbandonati. Il .it invece ha ancora più margine, soprattutto se il tuo nome è specifico (il nome della tua attività, la tua città, un termine di settore).

Sul costo, generalmente non c'è una grande differenza: entrambi si aggirano sulle stesse cifre annuali, variano poco in base al fornitore. Non è quindi il prezzo a doverti fare decidere, ma la disponibilità del nome che vuoi davvero.

Puoi anche prenderli entrambi

Molte attività, per sicurezza, registrano sia il .it che il .com dello stesso nome, e ne fanno puntare uno verso l'altro. Così, se un cliente digita per errore l'estensione sbagliata, arriva comunque sul tuo sito. È una soluzione semplice e non costosissima, soprattutto se il nome è breve e riconoscibile.

Non è obbligatorio farlo, ma se il budget lo permette è una piccola assicurazione: eviti che qualcun altro registri l'altra estensione e la usi per fare confusione, magari con un sito simile al tuo. Va detto che è una scelta da fare con un'agenzia: su Keepyz il dominio che si compra è il .com, uno solo.

Cosa scegliere, in sintesi

Se il tuo pubblico è principalmente italiano e locale, scegli .it: comunica vicinanza e concretezza, esattamente quello che serve a un'attività fisica o a un servizio radicato sul territorio.

Se lavori (o vuoi lavorare) con un pubblico internazionale, o il tuo settore è più "globale" per natura, il .com resta la scelta più solida e riconoscibile.

In ogni caso, quello che conta davvero non è solo l'estensione, ma cosa trova il cliente quando clicca. Un dominio giusto con un sito lento, confuso o vecchio non serve a niente. Su Keepyz creiamo siti professionali, chiari e pronti e online in pochi minuti, gratis, su iltuonome.keepyz.com. Se vuoi il tuo dominio passi a Premium, 39€ l'anno: lo compriamo e lo colleghiamo noi, e il dominio lo paghi al suo costo, senza ricarico. Un .com costa indicativamente circa 11€ l'anno.

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